Perché la musica conserva le emozioni anche dopo molti anni?

È una domanda che quasi tutti si sono fatti almeno una volta.

Magari stai guidando verso il lavoro.

Semaforo rosso.

Radio accesa.

Una giornata uguale a tante altre.

Poi parte una canzone.

Una di quelle che non ascoltavi da tempo.

E all’improvviso succede qualcosa.

Non ricordi soltanto una persona.

Non ricordi soltanto un luogo.

Ricordi come ti sentivi.

La leggerezza.

L’attesa.

La felicità.

Perfino certe paure.

Ed è lì che nasce la domanda: perché la musica conserva le emozioni così bene, anche quando il tempo sembra aver cancellato tutto il resto?

Perché la musica conserva le emozioni più dei dettagli

Pensaci.

Se qualcuno ti chiedesse cosa stavi facendo in un giorno qualsiasi di dieci anni fa, probabilmente non sapresti rispondere.

Molti dettagli si perdono.

Le date si confondono.

Le conversazioni si dimenticano.

Eppure basta ascoltare una vecchia canzone per ritrovare qualcosa che sembrava sparito.

Non sempre ricordiamo i fatti.

Spesso ricordiamo ciò che abbiamo provato.

Ed è proprio qui che la musica ha un potere speciale.

Non conserva soltanto gli eventi.

Conserva le sensazioni che li accompagnavano.

Forse è proprio per questo che scrivere musica può diventare un modo per dare una forma alle emozioni e impedirgli di andare perdute. Ho approfondito questo tema nell’articolo “Scrivere canzoni per emozionare”.

Le fotografie fermano un istante. La musica lo rimette in movimento

Una fotografia può riportarti davanti a una spiaggia.

Una canzone può riportarti nel viaggio verso quella spiaggia.

Una fotografia può mostrarti una persona.

Una canzone può restituirti il battito che avevi quando la vedevi arrivare.

Entrambe custodiscono ricordi.

Ma spesso la musica riesce a fare qualcosa di diverso.

Non si limita a ricordarti ciò che è accaduto.

Ti avvicina a ciò che hai provato mentre accadeva.

È per questo che certe canzoni ci sorprendono.

Perché non riportano soltanto alla mente un’immagine.

Riaccendono un’emozione.

Perché la musica conserva le emozioni delle persone che eravamo

Forse è questa la parte più sorprendente.

Alcune canzoni hanno conosciuto il ragazzo che eravamo a vent’anni.

Altre hanno conosciuto la nostra prima casa.

Altre ancora hanno accompagnato un amore che oggi non esiste più.

Eppure quelle canzoni sono ancora lì.

Come vecchi amici che ricordano cose che noi stessi avevamo dimenticato.

Per questo a volte una canzone fa quasi male.

Perché non ci ricorda soltanto qualcuno.

Ci ricorda chi eravamo noi.

Perché la musica conserva le emozioni anche quando crediamo di averle superate

Capita spesso di dire:

“È passato.”

“Non ci penso più.”

“Ormai non mi fa più effetto.”

E nella maggior parte dei casi è vero.

La vita va avanti.

Cambiano le abitudini.

Cambiano le persone.

Cambiano le priorità.

Ma le emozioni raramente scompaiono del tutto.

Si trasformano.

Restano in silenzio.

Trovano altri luoghi dove vivere.

A volte dentro un profumo.

A volte dentro una strada.

A volte dentro una canzone.

Non è un caso. Alcuni luoghi sembrano trattenere frammenti delle nostre emozioni molto più a lungo di quanto immaginiamo. Ne ho parlato anche nell’articolo “Luoghi che ricordano una persona”.

Ed è forse per questo che la musica conserva le emozioni così a lungo.

Perché le lega a momenti che hanno lasciato un segno dentro di noi.

Una canzone può riportarti in un luogo che non esiste più

Questo è uno degli aspetti più affascinanti della musica.

Non ti riporta semplicemente indietro nel tempo.

Ti riporta in un mondo che non esiste più.

Un bar che ha cambiato gestione.

Una casa che è stata venduta.

Un gruppo di amici che si è perso per strada.

Una persona che appartiene ormai al passato.

Quel mondo non c’è più.

Eppure per tre minuti torna a respirare.

Non nella realtà.

Dentro di te.

Succede spesso anche quando una relazione è finita da tempo e due persone sono diventate quasi degli estranei. Eppure alcune emozioni continuano a riaffiorare attraverso piccoli dettagli, una canzone o un ricordo. Ne ho parlato anche nell’articolo “Estranei dopo una relazione”.

Perché una canzone può emozionarci dopo vent’anni

Forse perché non stiamo ascoltando soltanto una melodia.

Stiamo incontrando una parte di noi.

Il ragazzo pieno di sogni.

La donna che stava iniziando una nuova vita.

L’amore che sembrava destinato a durare per sempre.

La persona che eravamo quando non sapevamo ancora come sarebbe andata a finire.

E per un istante tutte quelle versioni di noi tornano a sedersi accanto a noi.

Conclusione

Forse non sapremo mai davvero perché la musica conserva le emozioni meglio di qualunque altra cosa.

Ma sappiamo che lo fa.

Le persone cambiano.

Le strade cambiano.

Le case cambiano.

Perfino noi cambiamo.

Eppure alcune emozioni continuano ad aspettarci tra una strofa e un ritornello.

Per questo una canzone può fermarci nel mezzo di una giornata qualunque.

Perché non conserva il passato.

Conserva ciò che il passato ha lasciato dentro di noi.

E quando torna a suonare, ci ricorda una verità semplice.

Tutto ciò che abbiamo provato è stato reale.

E, da qualche parte, lo è ancora.

Se ti è mai capitato di ascoltare una canzone e sentir riemergere emozioni che credevi dimenticate, potresti ritrovare qualcosa di familiare anche in “Quando passo da lì”, un brano che parla proprio di quei luoghi, di quei gesti e di quelle sensazioni che il tempo non riesce a cancellare del tutto.

Marco – In3ccioSonoro


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