Ci sono relazioni nelle quali è facile capire cosa ci fa stare bene.

E poi ce ne sono altre in cui le cose si confondono.

Una persona ci attrae e, nello stesso tempo, ci destabilizza. Vorremmo allontanarci, ma continuiamo a tornare. Sappiamo riconoscere ciò che ci fa male eppure questo non basta necessariamente a spezzare il legame.

È una contraddizione difficile da spiegare, perché siamo abituati a pensare che, quando qualcosa ci ferisce, la scelta più logica sia semplicemente lasciarla andare.

Ma capire che un rapporto ci fa male e riuscire ad allontanarsene sono due cose molto diverse.

Due Lame Gemelle nasce esattamente dentro questa distanza.

Quando l’ho scritta non volevo raccontare una relazione “tossica” né dare un nome psicologico a quello che succede tra due persone. Mi interessava una contraddizione molto più semplice: sapere che qualcuno ci ferisce non significa automaticamente smettere di desiderarlo.

Il significato di Due Lame Gemelle è tutto lì.

Nel punto in cui desiderio e consapevolezza prendono due strade diverse.

Due Lame Gemelle: il significato del titolo

Il titolo nasce da un gioco con un’espressione molto più conosciuta:

anime gemelle.

L’idea di due persone destinate a incontrarsi, riconoscersi e completarsi.

Nella canzone, però, le anime diventano lame.

Rimangono gemelle perché sembrano appartenere allo stesso disegno. Continuano ad attirarsi, a riconoscersi, forse perfino a pensare di essere inevitabili l’una per l’altra.

Solo che, avvicinandosi, possono ferirsi.

È proprio questa contraddizione che mi interessava.

Due persone possono sentire una connessione fortissima senza che quella connessione sia necessariamente semplice, equilibrata o buona per entrambe.

Perché l’intensità di un sentimento, da sola, non ci dice se una relazione funziona.

A volte ci dice soltanto quanto è difficile lasciarla andare.

Perché continuiamo a desiderare ciò che ci ferisce

La canzone comincia con un’immagine che contiene già questa tensione:

“Sussurri erranti che tagliano il vento
Mi avvolgi come nebbia, miraggio e tormento”

C’è qualcosa che attira e qualcosa che mette in allarme.

La stessa persona sembra essere contemporaneamente vicinanza e tormento.

Poco dopo questa contraddizione diventa ancora più evidente:

“Prometti pace ma trascini catene
E lasci impronte ardenti lungo le mie vene”

Da fuori può sembrare semplice.

Se una relazione fa soffrire, perché non andarsene?

Quando siamo dentro quella relazione, però, la prospettiva cambia.

Ci sono i ricordi.

Il desiderio.

L’abitudine.

I momenti nei quali siamo stati bene.

La speranza che qualcosa possa cambiare.

E soprattutto c’è quello che continuiamo a provare.

Possiamo aver capito perfettamente perché dovremmo andare via e continuare comunque a sentire la mancanza di quella persona.

È una contraddizione che ritorna anche in Perché restiamo anche quando non funziona: a volte capire che qualcosa si è rotto è soltanto il primo passo.

Riuscire davvero ad andare via è un’altra cosa.

L’intensità non è sempre una misura dell’amore

Ci sono rapporti nei quali tutto sembra amplificato.

Le distanze pesano di più.

I ritorni sembrano enormi.

Una discussione diventa una frattura.

Una riconciliazione sembra capace di cancellare tutto quello che è successo prima.

Quell’alternanza può rendere una relazione incredibilmente intensa.

Ma intensità e profondità non sono necessariamente la stessa cosa.

Nel ritornello di Due Lame Gemelle questa tensione diventa quasi fisica:

“Sono tempesta che implora il sereno
Un canto di vetro spezzato nel seno
Due corpi legati da corde di gelo
Uno che trema, l’altro che infrange il velo”

Mi interessava soprattutto quell’immagine:

la tempesta che implora il sereno.

Volere la pace e continuare a essere attratti da ciò che quella pace la mette continuamente in discussione.

Forse alcuni legami sono così difficili da comprendere proprio per questo.

Non proviamo una cosa sola.

Ne proviamo molte, spesso incompatibili tra loro.

Possiamo desiderare qualcuno e contemporaneamente volerci proteggere da quella stessa persona.

Possiamo sentire la mancanza di qualcosa che sappiamo non farci bene.

E possiamo confondere l’intensità di ciò che proviamo con la prova che quel rapporto debba necessariamente continuare.

Ascolta Due Lame Gemelle

Due Lame Gemelle racconta un legame nel quale desiderio e ferita continuano a sfiorarsi.

Non cerca di stabilire se quelle due persone siano destinate a restare insieme.

Prova a raccontare qualcosa di più difficile: perché a volte continuiamo a desiderare ciò che sappiamo non riuscire a darci pace.

Quando soffrire non significa amare di più

Quando raccontiamo relazioni tormentate esiste un rischio: trasformare la sofferenza nella prova della grandezza di un sentimento.

Come se soffrire molto significasse automaticamente amare molto.

Non è quello che volevo raccontare con Due Lame Gemelle.

Una relazione non diventa più importante perché ci fa soffrire.

E il dolore non rende automaticamente speciale un legame.

La canzone prova piuttosto a raccontare la confusione che può nascere quando attrazione e sofferenza finiscono nello stesso spazio.

Possiamo essere attratti da qualcuno che non riesce a darci ciò di cui abbiamo bisogno.

Possiamo desiderare una persona con la quale continuiamo a scontrarci.

Possiamo sapere che una dinamica ci fa male e avere comunque difficoltà a interromperla.

Non perché il dolore sia romantico.

Ma perché le persone non funzionano come un interruttore.

Capire qualcosa non significa riuscire immediatamente a smettere di sentirla.

Due persone possono amarsi e non riuscire a stare bene insieme

Forse questa è una delle cose più difficili da accettare.

Siamo cresciuti con l’idea che un sentimento abbastanza forte debba riuscire a superare tutto.

Se due persone si vogliono davvero, troveranno il modo.

Se continuano a tornare l’una dall’altra, deve esserci una ragione.

Se il legame è così intenso, forse vale la pena resistere.

Ma non sempre funziona così.

Due persone possono desiderarsi profondamente e non riuscire comunque a costruire qualcosa che faccia stare bene entrambe.

Possono capirsi in alcuni momenti e diventare incomprensibili l’una per l’altra in altri.

Possono perfino amarsi e scoprire che l’amore, da solo, non risolve tutto.

Due Lame Gemelle vive proprio dentro questa possibilità.

Non cerca di stabilire se quelle due persone debbano restare insieme.

Racconta il momento precedente.

Quello in cui non riescono ancora a capire se ciò che le tiene unite sia qualcosa da proteggere o qualcosa dal quale imparare a separarsi.

Non tutte le imperfezioni in una relazione sono uguali

C’è una differenza importante tra accettare che una relazione non sia perfetta e abituarsi a qualcosa che continua a farci stare male.

Vista da dentro, quella differenza non è sempre facile da riconoscere.

In Uno Splendido Errore ho raccontato un’altra faccia dell’imperfezione: quella che appartiene inevitabilmente a due persone reali, con difetti, incomprensioni e parti dell’altro che non possiamo modellare secondo i nostri desideri.

Due Lame Gemelle parte invece da un punto diverso:

cosa succede quando ciò che ci lega a qualcuno è anche ciò che continua a ferirci?

Nessuna relazione è priva di difficoltà.

Ma non tutte le difficoltà sono uguali.

Ci sono imperfezioni con cui possiamo imparare a convivere.

E ci sono dinamiche che, continuando a ripetersi, finiscono per consumare proprio ciò che stiamo cercando di salvare.

La musica di Due Lame Gemelle racconta lo stesso conflitto

Anche musicalmente volevo che Due Lame Gemelle trasmettesse la sensazione di qualcosa che non riesce mai a trovare completamente pace.

Il pianoforte crea uno spazio più sospeso.

Gli archi fanno crescere progressivamente la tensione.

Le percussioni diventano più presenti quando il conflitto si intensifica.

Anche l’intreccio delle voci contribuisce a rendere meno netti i confini.

A volte sembrano rispondersi.

Altre volte finiscono quasi per confondersi.

Mi piace pensarle come prospettive dello stesso conflitto più che come personaggi distinti.

Desiderio.

Paura.

Rabbia.

Bisogno.

Emozioni apparentemente opposte che possono finire per parlare nello stesso momento.

Il significato del finale di Due Lame Gemelle

Nel bridge la tensione arriva al punto più alto:

“Un patto segreto che infrange la mente
Un grido che squarcia le vene del niente”

Non c’è una vera soluzione.

C’è piuttosto la sensazione che quella condizione non possa continuare indefinitamente nello stesso modo.

Qualcosa dovrà cambiare.

La relazione.

Le persone che la stanno vivendo.

Oppure la loro capacità di restare insieme.

Ma la canzone non decide per loro.

E non volevo che lo facesse.

Perché ci sono momenti della vita nei quali la domanda arriva molto prima della risposta.

Nel finale, infatti, le due lame sono ancora lì:

“Restiamo sospesi nel ventre dell’ombra
Due lame gemelle sepolte in penombra
Un ultimo passo nel vuoto profondo
E il tempo si piega in un solo secondo”

Potrebbero separarsi.

Potrebbero tornare ancora una volta l’una verso l’altra.

Potrebbero perfino trovare un modo diverso di stare insieme.

Non lo sappiamo.

Ma forse la domanda più interessante non è:

resteranno insieme?

È un’altra:

quanto può bastare un sentimento, quando il modo in cui lo viviamo continua a farci male?

Non credo esista una risposta valida per tutte le storie.

Ed è proprio per questo che non volevo darla nella canzone.

Se vuoi scoprire gli altri brani e le storie da cui sono nati, trovi tutte le pubblicazioni nella discografia di In3ccioSonoro.

Due lame possono riconoscersi senza potersi avvicinare

Forse la parte più complicata di certi legami arriva quando abbiamo già capito.

Quando non dobbiamo più convincerci che qualcosa non funziona.

Lo sappiamo.

Eppure sentiamo ancora qualcosa.

È lì che ragione ed emozione possono prendere strade diverse.

Una parte di noi guarda ciò che è successo e arriva a una conclusione.

L’altra continua a ricordare ciò che c’era di bello, ciò che avrebbe potuto essere o semplicemente quello che prova ancora.

È una contraddizione che ritorna, in una forma diversa, anche in Questo Rumore, dove due parti della stessa persona vogliono cose opposte e nessuna delle due può essere semplicemente cancellata.

Non tutte le relazioni difficili sono Due Lame Gemelle.

E non tutto ciò che ci ferisce merita di essere trattenuto soltanto perché ci emoziona.

Ma può capitare di incontrare qualcuno con cui la risposta non sia immediatamente evidente.

Qualcuno che ci faccia desiderare contemporaneamente di avvicinarci e di proteggerci.

Ed è proprio quella contraddizione che volevo lasciare dentro questa canzone.

Due lame possono riconoscersi perfettamente.

Questo non significa che possano toccarsi senza tagliarsi.


6 risposte a “Due Lame Gemelle: significato di una canzone tra amore e ferita”

  1. Avatar Leonardo
    Leonardo

    Forse per un rapporto burrascoso che ho avuto, ma mi ci sono rivisto tantissimo. In ogni immagine, in ogni parola. Arriva addosso come un macigno. È bellissima.

    1. Avatar In3ccioSonoro

      Grazie davvero Leonardo. Quando qualcuno si riconosce così tanto, per me è il senso di tutto.

  2. Avatar Maria
    Maria

    Mi sono riconosciuta in troppe immagini.
    È una canzonee che non ascolti semplciemente ma te la porti addosso.
    Bellissima.

    1. Avatar In3ccioSonoro

      Grazie Maria, le immagini servono proprio a questo: farci entrare dentro senza spiegare tutto.

  3. Avatar Simone
    Simone

    Complimenti mi piacciono molto le tue canzoni

    1. Avatar In3ccioSonoro

      Grazie Simone, mi fa davvero piacere che ti arrivino.

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