Come trovare ispirazione per scrivere una canzone quando davanti non hai ancora niente?
Non un ritornello.
Non una melodia.
Nemmeno quella frase che, appena arriva, ti fa pensare che forse dentro c’è qualcosa.
Solo la voglia di scrivere.
E una pagina che rimane vuota.
È uno dei momenti più frustranti, perché viene spontaneo pensare che il problema sia non avere idee.
Allora iniziamo a cercarle.
Proviamo a pensare a qualcosa di importante.
Un amore.
Una perdita.
Una paura.
Qualcosa che sembri abbastanza grande da meritare una canzone.
E spesso è proprio lì che mi blocco ancora di più.
Perché, almeno per me, le idee migliori raramente arrivano quando provo a inventare “un’idea per una canzone”.
Arrivano prima.
Come una frase.
Un’immagine.
Un gesto.
Qualcosa visto mentre sto facendo altro.
Una cosa apparentemente insignificante che, per qualche motivo, continua a tornare.
Il punto non è sempre trovare immediatamente una canzone.
A volte basta trovare qualcosa che valga la pena non dimenticare.
Come trovare ispirazione per scrivere una canzone: la risposta breve
Se dovessi rispondere in poche parole, direi questo:
non cercare subito una canzone. Cerca qualcosa che continua a richiamare la tua attenzione.
Può essere un dettaglio.
Una frase ascoltata per caso.
Una fotografia.
Una situazione.
Un comportamento.
Una domanda alla quale continui a tornare.
Non deve essere bella.
Non deve essere profonda.
E soprattutto non deve avere già un ritornello nascosto dentro.
All’inizio può essere soltanto materiale.
Il lavoro arriva dopo.
Perché trovare ispirazione non significa necessariamente ricevere una canzone quasi completa e doverla soltanto trascrivere.
Molto più spesso significa accorgersi di qualcosa prima di sapere cosa farne.
Il problema è cercare una canzone quando ancora non esiste
Quando ci sediamo con l’obiettivo preciso di scrivere, rischiamo di anticipare tutte le domande.
Di cosa parla?
Qual è il titolo?
Qual è la frase forte?
Come sarà il ritornello?
È abbastanza originale?
Funzionerà?
Ma sono domande che appartengono a una fase successiva.
Prima deve esserci qualcosa.
E quel qualcosa può essere molto più piccolo di quanto immaginiamo.
Una delle mie canzoni, ancora non pubblicata, è partita da una panchina vista a Londra.
Non stavo cercando un argomento.
Non stavo pensando a una struttura.
Quell’immagine aveva semplicemente lasciato qualcosa dietro di sé.
L’ho raccontato in Canzone che non cercavo: tutto è iniziato da una panchina a Londra.
È un esempio che per me continua a essere utile proprio per questo.
Prima dell’idea della canzone c’era un dettaglio.
La canzone è arrivata dopo.
Come trovare ispirazione per scrivere una canzone: parti da ciò che continua a tornare
Ci sono pensieri che attraversano la giornata e spariscono.
Altri fanno qualcosa di diverso.
Tornano.
Una frase detta durante una conversazione.
Una cosa che avresti voluto rispondere.
Una persona incontrata per pochi minuti.
Una stanza.
Un odore.
Una scena vista dal finestrino.
Non significa necessariamente che dentro ci sia una canzone.
Ma quando qualcosa continua a tornare, vale almeno la pena fermarlo.
Io cerco di farlo senza chiedergli immediatamente di diventare qualcosa.
Lo scrivo.
A volte sono cinque parole.
Altre volte una nota vocale.
Magari dopo due giorni non significa più niente.
Va bene così.
Ma qualche volta lo ritrovo e mi accorgo che quella frase continua ad avere lo stesso peso.
È un meccanismo che conosco bene anche quando provo a trasformare un’emozione in musica: spesso il punto di partenza non è l’emozione dichiarata, ma qualcosa di concreto che continua a riportarmici.
Non cercare per forza un’emozione importante
C’è una trappola nella quale è facile cadere.
Pensare che per scrivere qualcosa che abbia valore dobbiamo necessariamente partire da qualcosa di enorme.
Amore.
Dolore.
Abbandono.
Felicità.
Solitudine.
Sono parole vere.
Ma sono talmente grandi che, da sole, spesso non dicono ancora niente.
Se provo a scrivere:
Voglio fare una canzone sulla nostalgia.
ho davanti un territorio enorme.
Se invece parto da:
Continuo ad apparecchiare per due anche se adesso mangio da solo.
improvvisamente vedo qualcosa.
Non sto più cercando di spiegare la nostalgia.
La sto osservando mentre succede.
E da lì posso cominciare a farmi delle domande.
Da quanto tempo accade?
Per chi era quel secondo posto?
Quando me ne sono accorto?
Perché non ho ancora perso quell’abitudine?
La scrittura comincia ad avere una direzione.
Non perché abbia trovato un’emozione più forte.
Perché ho trovato un punto da cui entrarci.
Se non ti viene niente, esci dalla canzone
Quando non riesco a scrivere, continuare a fissare ciò che sto cercando di scrivere raramente migliora la situazione.
A volte il problema è semplicemente che sto cercando materiale sempre nello stesso posto.
Dentro le stesse domande.
Dentro le stesse frasi.
Dentro l’idea che debba per forza esserci qualcosa da dire proprio in quel momento.
Ma una canzone può partire anche da fuori.
Da una conversazione sentita a metà.
Da una scritta su un muro.
Da una fotografia vecchia.
Da qualcuno che aspetta da solo alla fermata dell’autobus.
Da un oggetto rimasto su un tavolo.
Non perché tutto sia automaticamente interessante.
Ma perché osservare qualcosa di concreto ci costringe, almeno per un momento, a smettere di cercare la grande idea.
E spesso è proprio allora che qualcosa comincia a muoversi.
Non dobbiamo necessariamente vivere una nuova storia per trovare qualcosa da raccontare.
A volte dobbiamo soltanto guardare meglio quella che abbiamo davanti.
Ascoltare può aiutare a trovare ispirazione
Naturalmente c’è anche la musica.
Ascoltare altre canzoni può riaprire possibilità che da soli non stavamo vedendo.
Non significa cercare una frase da riscrivere o una melodia da trasformare abbastanza da farla sembrare nostra.
Può essere qualcosa di molto più semplice.
Accorgersi che un brano lascia spazio.
Che una voce entra tardi.
Che una strofa racconta attraverso immagini invece di spiegare.
Che una canzone capace di dire qualcosa di enorme usa pochissime parole.
Ascoltare ci ricorda quante forme può avere una canzone.
Per questo considero l’ascolto il primo gesto creativo, ancora prima di iniziare a scrivere.
Non per trovare qualcosa da prendere.
Per tornare a vedere possibilità che avevamo smesso di considerare.
Costruisci un archivio di frammenti, non di canzoni
Una cosa che mi aiuta è non aspettare di avere un’idea completa prima di conservarla.
Nel telefono possono finire cose che, prese singolarmente, sembrano quasi inutili.
Una frase.
Tre parole.
Una fotografia.
Un titolo senza canzone.
Una nota vocale di dieci secondi.
Una domanda.
Un’immagine che non so ancora spiegare.
Non considero questo materiale come una raccolta di canzoni incompiute.
È semplicemente un posto nel quale non perdere ciò che mi ha fatto fermare per un momento.
Il vantaggio arriva proprio nei giorni in cui sembra non esserci niente da scrivere.
Invece di obbligarmi a inventare qualcosa da zero, posso tornare lì.
E a volte una frase annotata sei mesi prima incontra una cosa successa ieri.
Una fotografia improvvisamente acquista un significato diverso.
Un titolo che non portava da nessuna parte trova finalmente una storia.
L’ispirazione, in quel momento, non è arrivata tutta insieme.
Si è costruita nel tempo.
Cosa fare quando non sai cosa scrivere in una canzone
Quando non viene fuori niente, c’è un esercizio che può essere utile proprio perché non ti chiede di scrivere subito una canzone.
Scegli qualcosa di concreto.
Un oggetto.
Una stanza.
Una fotografia.
Una strada.
Un gesto.
Una situazione successa davvero.
Poi descrivila senza nominare nessuna emozione.
Niente:
sono triste.
mi manca.
ho paura.
Scrivi soltanto ciò che potresti vedere, sentire o toccare.
Poi cerca il dettaglio che rende quella scena diversa da mille scene simili.
Una sedia rimasta vuota.
Una luce ancora accesa.
Un messaggio che non viene più inviato.
Una chiave che non serve più.
A quel punto fatti una domanda.
Perché è ancora lì?
Chi manca?
Cosa è successo prima?
Cosa succederebbe se sparisse?
Solo adesso prova a scrivere quattro righe.
Senza preoccuparti ancora di rime, metrica, titolo o ritornello.
Non è una formula per produrre una buona canzone.
Può anche non nascere niente.
Ma cambia il problema.
Non sei più davanti a una pagina vuota chiedendoti:
Di cosa potrei scrivere?
Hai qualcosa davanti.
E puoi iniziare a vedere dove porta.
Come trovare idee per una canzone nella vita quotidiana
Una parte dell’ispirazione dipende anche da una cosa poco spettacolare:
fare attenzione.
Le giornate sono piene di materiale che normalmente scartiamo perché non sembra abbastanza importante.
Il modo in cui qualcuno chiude una porta.
Una risposta arrivata con qualche secondo di ritardo.
La prima volta che non controlli più se una persona ti ha scritto.
Una tazza rimasta sempre nello stesso posto.
Un nome che continui a evitare durante una conversazione.
Non tutto merita una canzone.
Ma quasi tutto può contenere una domanda.
E spesso quella utile non è:
Questa cosa è interessante?
È:
Perché questa cosa continua a interessare me?
Da lì può cominciare qualcosa.
Come trovare ispirazione per scrivere una canzone: e se ho un’idea ma non riesco a trasformarla in testo?
Quello è già un problema diverso.
Se sai cosa vuoi raccontare ma non riesci a trovare le parole, l’ispirazione in realtà ha già fatto una parte del lavoro.
A quel punto bisogna capire cosa tenere.
Cosa togliere.
Quale immagine usare.
Da quale punto di vista raccontare.
Dove si trova davvero il centro della canzone.
È il passaggio che ho approfondito in Come scrivere testi di canzoni: il mio modo di trasformare emozioni in parole.
Questo articolo viene prima.
Qui siamo ancora nel momento in cui non sappiamo nemmeno cosa possa meritare di diventare testo.
Ed è importante tenere separate le due cose.
Perché non trovare un’idea e non riuscire a svilupparla non sono lo stesso blocco.
Come superare il blocco creativo senza obbligarsi a scrivere
Ci sono giorni nei quali nessuno di questi tentativi funziona.
Leggo vecchi appunti.
Ascolto.
Esco.
Cerco un dettaglio.
E non succede niente.
A quel punto credo sia utile accettare una possibilità molto semplice:
forse quel giorno non c’è una canzone da scrivere.
Non significa aver perso la capacità di farlo.
Non ogni momento deve essere produttivo.
Si può comunque lavorare.
Sistemare un vecchio testo.
Riascoltare una bozza.
Tagliare una strofa che non funziona.
Rileggere appunti dimenticati.
Oppure non fare niente che abbia direttamente a che vedere con la musica.
Anche vivere produce materiale.
Ed è difficile avere qualcosa da raccontare se passiamo tutto il tempo a cercare disperatamente qualcosa da raccontare.
Non tutte le idee devono diventare canzoni
Avere annotato qualcosa non significa doverlo sviluppare.
Ci sono frasi che sembrano incredibili alle undici di sera e completamente inutili la mattina successiva.
Ci sono idee che funzionano come pensieri ma non come canzoni.
Altre producono una bella strofa e poi si fermano.
Non considero necessariamente tutto questo materiale sprecato.
Serve anche a capire cosa rimane.
Se un’idea continua ad aprire domande, immagini e possibilità, probabilmente vale la pena seguirla.
Se per portarla avanti devo trascinarla, forse non è ancora il momento.
O forse non lo sarà mai.
Anche lasciar perdere fa parte della scrittura.
Dall’ispirazione alla canzone vera e propria
Quando finalmente qualcosa comincia a muoversi, cambia tutto.
Non hai ancora una canzone.
Ma hai un punto di partenza.
Una frase.
Un’immagine.
Una melodia.
Una domanda.
Da lì comincia un lavoro diverso: sviluppare il nucleo, scegliere le parole, costruire una struttura, capire cosa deve tornare e cosa invece può comparire una volta sola.
È il percorso che ho raccontato più dettagliatamente in Come nasce una canzone: dall’idea al brano finito.
Ma prima di tutto questo c’è un momento più piccolo.
Quello in cui qualcosa riesce semplicemente a farti pensare:
Aspetta.
Questa cosa non voglio perderla.
Ed è già abbastanza per cominciare.
Come trovare ispirazione per scrivere una canzone, alla fine?
Non credo esista un posto preciso nel quale andare a cercarla.
E soprattutto non credo che l’ispirazione abbia sempre l’aspetto che ci aspettiamo.
A volte arriva come una melodia.
Altre volte come una frase quasi completa.
Ma può essere anche soltanto una cosa vista per strada.
Una domanda.
Un errore.
Un ricordo che torna in un momento strano.
Qualcosa che ci fa fermare qualche secondo più del necessario.
La parte difficile forse non è avere continuamente grandi idee.
È accorgersi delle piccole prima che spariscano.
Poi possiamo scriverle.
Lasciarle lì.
Tornarci dopo una settimana.
O dopo un anno.
Alcune non porteranno da nessuna parte.
Altre, un giorno, diventeranno una canzone.
E quando succederà forse ci sembrerà che l’ispirazione sia arrivata improvvisamente.
Ma probabilmente era cominciata molto prima.
Con qualcosa di minuscolo che avevamo deciso di non dimenticare.
Domande frequenti
Cosa posso fare se non so cosa scrivere in una canzone?
Invece di cercare subito un grande tema, prova a partire da qualcosa di concreto: un’immagine, una frase, un luogo, una situazione o un piccolo dettaglio della giornata. Descrivilo prima di cercare di trasformarlo in una canzone. Spesso una direzione emerge dalle domande che quel dettaglio comincia a generare.
È meglio partire dal testo o dalla musica?
Non esiste un ordine obbligatorio. Una canzone può nascere da una frase, da una melodia, da un ritmo, da una progressione di accordi o perfino da un’immagine. Il punto di partenza migliore è quello che, in quel momento, ti dà qualcosa su cui continuare a lavorare.
Dove trovare idee per scrivere una canzone?
Le esperienze personali sono una fonte possibile, ma non l’unica. Conversazioni, luoghi, fotografie, libri, film, oggetti, persone incontrate e situazioni quotidiane possono offrire materiale. Non serve che qualcosa sia straordinario: spesso è il modo in cui lo osserviamo a renderlo interessante.
Come superare il blocco creativo quando scrivo canzoni?
Può aiutare cambiare attività, tornare a vecchi appunti, lavorare su un frammento invece di cercare una canzone completa o smettere temporaneamente di scrivere. Non tutti i blocchi si risolvono forzando la pagina: qualche volta serve semplicemente raccogliere nuovo materiale.
Come trovare ispirazione per scrivere una canzone se non mi è successo niente di particolare?
Non serve necessariamente vivere qualcosa di eccezionale. Anche una situazione quotidiana, un dettaglio osservato meglio del solito o una domanda che continua a tornare possono diventare un punto di partenza. L’ispirazione non dipende soltanto da ciò che succede, ma anche da ciò che scegliamo di notare.
In3ccioSonoro nasce dal bisogno di dare forma a quello che spesso resta dentro.
Marco Cammilli scrive canzoni partendo da ricordi, relazioni, errori, assenze e piccoli momenti che sembrano insignificanti finché non diventano una storia.
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