🌿Quando non stai cercando nulla, ma qualcosa ti trova

Non avevo in mente una canzone. Di certo non una canzone che non cercavo. Eppure…
Stavo camminando, come si fa quando si è in viaggio, in una città caotica ma che al contempo sa accoglierti con i suoi parchi, i suoi silenzi e i suoi scoiattoli. Kensington Gardens, Hyde Park… Londra ha quel modo gentile di lasciare spazio.

Poi quella panchina. Una semplice panchina, e un sacco di foto scattate con leggerezza.

Eppure da lì, qualcosa è rimasto.

Illustrazione astratta ispirata a una canzone che non cercavo, nata su una panchina a Londra

🪑 Quella panchina: spettatrice di storie invisibili

Mi sono chiesto — senza volerlo — quante persone si siano sedute lì.
Quante vite abbiano fatto una pausa proprio su quel legno.
Chi si sarà fermato a scrivere, piangere, ridere, abbracciare, osservare.
C’era qualcosa… direi persino sacro in quel gesto semplice del sedersi.
Come se quella panchina avesse assorbito storie, una dopo l’altra.
E senza rendermene conto, stava nascendo un’idea.

Se ti interessa approfondire come le emozioni si trasformano in musica, leggi anche Scrivere canzoni per emozionare – nasce In3ccioSonoro.


✍️ L’inizio di una canzone che non cercavo

Non c’erano strofe. Nessuna melodia. Solo una sensazione.
Un’immagine piena di presenze invisibili.
Non ho cercato di scrivere: è stato piuttosto un lasciar depositare.

Forse scrivere una canzone, per me, è un po’ così: aspettare che qualcosa si posi dentro, senza forzarlo.
E allora, quella panchina — quel luogo — ha cominciato a trasformarsi in qualcosa.

❤️ Ci sono immagini che restano e diventano musica.
Qualche tempo fa mi è successo davanti a una statua: un uomo di latta con un cuore tra le mani.
Ho raccontato quella storia qui: Un cuore tra mani di latta.
Perché certe emozioni sanno trasformarsi in note.


🎵 La musica di una canzone che non cercavo

Non so ancora come sarà questa canzone.
Forse sarà una ballata lenta. Chissà, forse solo parole ed una musica introspettiva in sottofondo?
Forse resterà un’immagine sul mio taccuino e basta.

Ma so che nasce da un pensiero puro, non richiesto.
E forse è proprio questo che la rende autentica: non nasce per dire qualcosa, ma per far emergere qualcosa.


🤲 Conclusione: raccontami anche tu…

Ti è mai capitato?
Un luogo, un momento, un oggetto qualsiasi… che senza chiederti il permesso, ti ha lasciato dentro qualcosa, un’emozione, un’immagine?

Raccontami qualcosa di te, magari anche tu questa sensazione l’hai trovata su una panchina.

Marco – In3ccioSonoro


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