Scrivere canzoni, a volte, è l’unico modo che ho per capire davvero cosa sto sentendo.
Di solito tutto comincia dalle parole.
Una frase appuntata sul telefono. Un’immagine. Una situazione vissuta. Qualcosa che ho visto succedere oppure un pensiero che continua a tornare senza sapere ancora bene dove vuole andare.
Non penso subito alla musica.
Prima cerco di capire perché quella frase è rimasta lì.
Ed è più o meno così che è nato anche In3ccioSonoro.
Scrivere canzoni partendo da qualcosa di vero
Non parto quasi mai pensando:
“Adesso scrivo una canzone.”
Molto più spesso succede il contrario.
C’è qualcosa che mi colpisce e che continua a tornare.
Può essere una frase sentita per caso, una persona, un ricordo, un’immagine o uno di quei piccoli momenti quotidiani che apparentemente non hanno niente di particolare.
Se continua a girarmi in testa, comincio a scrivere.
All’inizio possono essere soltanto poche righe.
Poi provo a capire cosa c’è davvero dietro.
Perché una cosa è trovare una bella frase.
Un’altra è capire che cosa vuoi raccontare con quella frase.
Prima vengono le parole
Nel mio modo di lavorare il testo viene quasi sempre prima della musica.
Scrivo, cancello, cambio una parola, sposto una frase.
A volte un verso che sembrava perfetto il giorno prima, il giorno dopo non funziona più.
E va bene così.
Perché non cerco soltanto qualcosa che suoni bene.
Cerco soprattutto qualcosa in cui riesca ancora a riconoscermi quando lo rileggo.
È probabilmente questa la parte che sento più mia di tutto il processo.
Io scrivo.
Ed è da quelle parole che, successivamente, provo a costruire una canzone.
Non sono un cantante. Non sono un produttore
È una cosa che non ho mai voluto nascondere.
Non sono un cantante e non sono un produttore musicale.
Sono un autore che ha cercato un modo per far uscire i propri testi dal foglio e trasformarli in qualcosa che potesse essere ascoltato.
Da questa esigenza è nato In3ccioSonoro.
Non volevo che quelle parole rimanessero soltanto testi.
Volevo sentire cosa sarebbero diventate con una voce, una melodia, degli strumenti e un arrangiamento.
Ed è qui che entra in gioco anche la tecnologia.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale in In3ccioSonoro
L’intelligenza artificiale fa parte del processo che utilizzo per trasformare i miei testi in brani musicali.
Non è il punto da cui parto.
Quando entra nel processo, esiste già almeno una direzione: qualcosa che voglio raccontare e delle parole sulle quali sto lavorando.
La tecnologia mi permette poi di sperimentare.
Provare un arrangiamento diverso. Cambiare atmosfera. Capire se quelle parole funzionano meglio in una ballad o dentro qualcosa di più ritmico. Ascoltare possibilità che altrimenti sarebbero rimaste soltanto nella mia testa.
E spesso non funziona al primo tentativo.
Si prova, si cambia, si torna indietro.
Fino a quando testo e musica sembrano finalmente raccontare la stessa cosa.
Quando una piccola idea diventa una canzone
Una delle cose che ho capito scrivendo è che non servono necessariamente grandi avvenimenti per trovare una storia.
A volte basta pochissimo.
Una strada.
Una panchina.
Una frase rimasta in tasca.
Un gesto che sul momento sembrava insignificante.
È qualcosa di cui ho parlato anche in Emozionarsi con le piccole cose: spesso sono proprio i dettagli che quasi nessuno nota a rimanerci dentro più a lungo.
E qualche volta uno di quei dettagli diventa una canzone.
Dall’idea al testo, dal testo alla musica
Un esempio concreto di questo percorso è Modalità Bozza: un brano partito da un’idea e dalle parole, diventate poi voce, musica e arrangiamento.
Ci sono testi che arrivano velocemente e altri sui quali torno decine di volte.
Ci sono ritornelli che sembrano evidenti fin dall’inizio e altri che continuano a non convincermi.
Nel mio caso, scrivere canzoni segue generalmente questo percorso:
idea → parole → testo → musica → arrangiamento → brano
La tecnologia arriva quindi in una fase del processo.
Non sostituisce il motivo per cui quella canzone esiste.
Se vuoi entrare più nel dettaglio di come scrivo i testi delle canzoni, ho dedicato un articolo proprio alla parte di scrittura: dall’idea iniziale alle immagini, dalle parole al testo che deve poi funzionare anche quando viene cantato.
Quando una canzone smette di appartenere soltanto a chi l’ha scritta
Non penso che una canzone debba necessariamente avere un messaggio.
E nemmeno che debba spiegare tutto.
Anzi, spesso preferisco il contrario.
Mi interessa lasciare uno spazio nel quale chi ascolta possa mettere qualcosa di proprio.
Perché una canzone può nascere da una mia esperienza e finire per ricordare a qualcun altro una storia completamente diversa.
È probabilmente una delle cose più belle della musica.
A un certo punto la canzone smette di appartenere soltanto a chi l’ha scritta.
Ne ho parlato anche in Musica che emoziona, dove provo a raccontare perché certe parole e certe melodie riescano a raggiungerci in maniera così diversa.
In3ccioSonoro è ancora un laboratorio aperto
Quando pubblicai per la prima volta questa pagina, nel maggio 2025, descrissi In3ccioSonoro come “un laboratorio in divenire”.
A distanza di tempo, credo che quella definizione sia ancora quella giusta.
Sono cambiate molte cose.
Sono arrivati nuovi testi, nuove canzoni e nuovi tentativi.
È cambiato anche il modo in cui scrivo, soprattutto da quando ho smesso di scrivere per piacere agli altri.
Ma il punto di partenza è rimasto lo stesso.
Una frase.
Un’emozione.
Qualcosa che vale la pena provare a raccontare.
Poi arrivano le parole.
E qualche volta quelle parole trovano anche la loro musica.
Se vuoi ascoltare quello che è nato da questo percorso, trovi tutti i brani nella Discografia di In3ccioSonoro.
In3ccioSonoro nasce dal bisogno di dare forma a quello che spesso resta dentro.
Marco Cammilli scrive canzoni partendo da ricordi, relazioni, errori, assenze e piccoli momenti che sembrano insignificanti finché non diventano una storia.
Qui racconta anche ciò che resta fuori dai tre minuti di una canzone.





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